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Approfondimento Antincendio

Impianti Sprinkler: scegliere il corretto tipo di sistema

Data pubblicazione 18/05/2017

Nella progettazione degli impianti sprinkler, risulta sicuramente importante scegliere correttamente il tipo di sistema da adottare, fase assolutamente fondamentale per poter procedere correttamente con la progettazione, e quindi ricavare e definire tutti i dati minimi di progetto derivanti dalle classificazioni di rischio. La definizione del tipo di impianto è infatti una scelta che influisce o può influire sui valori dei minimi progettuali, in particolare sull’Area Operativa, per definizione l’area in cui occorre considerare contemporaneamente attivi tutti gli sprinkler all’interno di essa. Fondamentalmente, abbiamo tre tipi di impianti:

Impianti ad Umido

immagine 1

Per quanto riguarda gli impianti ad umido, di gran lunga più frequentemente installati, dando per scontato la loro maggiore affidabilità (il perché lo si capirà a breve), hanno le tubazioni a monte e a valle della stazione di controllo permanentemente riempite da acqua in pressione. In questo modo la rottura del bulbo termosensibile dello sprinkler e la conseguente apertura dell’ugello dello stesso, determina l’immediata fuoriuscita dell’acqua in pressione e un veloce intervento sull’incendio.
Tale tipo di impianto viene controllato da una valvola di controllo e allarme definita “a umido”, come illustrata nella foto qui a fianco, in cui sono evidenziati anche i componenti principali che la compongono.
Riassumendo il tipo di intervento, vediamo uno schema tipico di un impianto ad umido, in cui si riconosce la valvola di allarme (fondamentalmente una valvola di non ritorno), la tubazione a monte e a valle della stessa e infine gli sprinkler collegati alla tubazione.
Dopo aver installato l’impianto, per mettere in funzione il sistema è sufficiente aprire la valvola di intercettazione (il volantino rosso in figura) e far entrare l’acqua che si distribuisce in tutte le tubazioni a valle della “Stazione (o Valvola) di Controllo”. L’apertura di almeno uno sprinkler determinerà la messa in moto dell’acqua: il flusso viene così incanalato anche all’interno delle valvole fino a raggiungere la “Campana Idraulica di Allarme” e a farla suonare.

immagine 2

Ricordiamoci che lo scopo principale di tutte le valvole di allarme, siano esse a umido, a secco o preazione, è quello appunto di dare l’allarme, localizzare l’incendio (che sicuramente si sta sviluppando nella porzione di impianto a valle di quella campana) e consentire la più veloce possibile attuazione di tutti gli interventi necessari alla salvaguardia delle vite umane e allo spegnimento dell’incendio (compito, ricordiamo, che non è affidato principalmente all’impianto sprinkler che invece deve “controllare”).

immagine 3

Fase 1: Aprire la valvola di controllo verificando prima la chiusura della valvola principale di drenaggio e di quella del test di allarme. L’acqua riempirà la valvola di controllo.

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