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PARAPETTI PROVVISORI PONTEGGIO

approfondimento sicurezza
Una guida alla scelta, montaggio uso e smontaggio dei parapetti provvisori, nonché alla loro classificazione, marcatura e manutenzione.

PUBBLICATI DALL’INAIL I QUADERNI TECNICI 2018 PER I CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

I Quaderni, rivolti a quanti operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili, si prefiggono di fornire informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.

Nella stessa collana “Quaderni Tecnici 2018” vengono presi in considerazione alcuni dei più comuni dispositivi di protezione, delle opere provvisionali e delle attrezzature utilizzate dai lavoratori, come gli Ancoraggi, i Ponteggi fissi, le Reti di sicurezza, le Scale portatili, i Sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto, i Sistemi di protezione individuale dalle cadute e i Trabattelli.

In questo articolo analizziamo i parapetti provvisori, la cui adozione permette di ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprime il concetto di protezione collettiva.

 

Cosa sono

I parapetti provvisori sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto. Sono costituiti da almeno due montanti sui quali vengono fissati il corrente principale, il corrente intermedio e la tavola fermapiede realizzabili con diversi materiali (ad es. legno, acciaio ecc).

 

Destinazione d’uso

I parapetti provvisori devono essere utilizzati nelle lavorazioni in cui c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile) e nei lavori di scavo (attività lavorative che espongono il lavoratore anche al rischio di caduta all’interno dello scavo ad una quota posta ad una profondità superiore a 2 m rispetto al piano di campagna).

 

Classificazione

Secondo la UNI EN 13374:2013 i parapetti provvisori vengono divisi in tre classi (A, B, C) in base ai requisiti prestazionali di seguito specificati:

 

 

Classe A: sostenere una persona che si appoggi alla protezione e fornire una presa mentre si cammina di fianco alla protezione; e
arrestare una persona che stia camminando o cadendo verso la protezione.
Classe B: sostenere una persona che si appoggi alla protezione e fornire un appiglio mentre si cammina di fianco alla protezione; e
arrestare una persona che stia camminando o cadendo verso la protezione;
arrestare una persona che stia scivolando o cadendo lungo una superficie inclinata.
Classe C: arrestare una persona che stia scivolando o cadendo lungo una superficie molto inclinata

I requisiti dimensionali dei parapetti provvisori delle classi A, B e C sono di seguito riportati.

 

Classe A: distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm;
distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro ≥ 15 cm;
spazio libero fra i correnti < 47 cm;
inclinazione del parapetto rispetto alla verticale ≤ 15°.
Classe B: distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm;
distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro ≥ 15 cm;
spazio libero fra i correnti < 25 cm;
inclinazione del parapetto rispetto alla verticale ≤ 15°.
Classe C: distanza fra la parte più alta del corrente principale e la superficie di lavoro ≥ 100 cm;
distanza fra il bordo superiore della tavola fermapiede e la superficie di lavoro ≥ 15 cm;
spazio libero fra i correnti < 10 cm;
inclinazione del parapetto compresa fra la verticale e la perpendicolare alla superficie inclinata da proteggere.

 

I parapetti provvisori possono essere classificati anche in base alla metodologia di costruzione (Classificazione per Tipologia), e si distinguono in:

  • Tradizionali: costruiti in cantiere, in legno o in acciaio.
  • Prefabbricati: costruiti in fabbrica e assemblati in cantiere, generalmente in acciaio.

 

Marcatura

Tutti i componenti dei parapetti provvisori conformi alla UNI EN 13374 devono riportare le seguenti indicazioni (disposti in modo tale da rimanere leggibile per tutta la durata di servizio del prodotto):

  • classe;
  • nome del fabbricante o del fornitore;
  • anno e mese di produzione o numero di serie;

 

Indicazioni essenziali per la scelta, il montaggio, l’uso e lo smontaggio

La scelta del tipo di parapetto da adottare in una specifica realizzazione dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi, tenendo conto di:

  • tipo di intervento da eseguire (costruzione, demolizione, manutenzione);
  • inclinazione della superficie di lavorazione da proteggere (piana, a debole inclinazione, a forte inclinazione):
  • tipo di struttura a cui si potrà ancorare il parapetto provvisorio (cemento armato, muratura, acciaio, legno);
  • altezza di caduta del lavoratore.

 

Prima del montaggio è necessario verificare:

  • l’idoneità dell’ancoraggio (materiale base, dimensioni, spessore, ancoranti ecc.);
  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità);
  • la presenza di vento;
  • le condizioni atmosferiche;
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di montaggio;
  • l’idoneità della classe (A, B o C) del parapetto prefabbricato per l’uso previsto;
  • l’integrità di tutti i componenti del parapetto provvisorio (assenza di corrosione, assenza di danni ai materiali ed alle saldature, assenza di deformazioni o ammaccature, corretta movimentazione delle parti mobili ed efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco);
  • la corretta installazione secondo le indicazioni riportate nelle istruzioni di montaggio dal fabbricante.

 

Durante l’utilizzo del dispositivo è necessario attenersi alle indicazioni riportate nelle istruzioni del fabbricante.

 

Prima dello smontaggio del parapetto provvisorio è necessario verificare:

  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità);
  • la presenza di vento;
  • le condizioni atmosferiche;
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio.

 

Inoltre, dopo lo smontaggio è opportuno controllare l’integrità di tutti i componenti (assenza di corrosione, assenza di danni ai materiali e alle saldature, assenza di deformazioni o ammaccature, corretta movimentazione delle parti mobili ed efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco) per il possibile reimpiego.

 

Indicazioni essenziali per la manutenzione

La manutenzione del parapetto provvisorio deve essere effettuata da parte di personale qualificato.

 

Per i componenti metallici essa prevede:

  • la verifica dello stato superficiale;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica dei danni dovuti alla corrosione;
  • la verifica dello stato delle saldature;
  • la verifica dello stato delle parti mobili;
  • la verifica dello stato di viti, perni e bulloni;
  • il serraggio dei bulloni;
  • l’ingrassatura delle parti di movimento;
  • la verifica del periodo di servizio.

La manutenzione dei componenti in legno prevede:

  • la verifica della presenza di tagli;
  • la verifica della presenza di abrasioni;
  • la verifica dell’usura;
  • la verifica dei danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi);

–    la verifica del deterioramento dovuto ai raggi del sole.

 

Clicca qui per scaricare la pubblicazione INAIL – Quaderni tecnici: Parapetti provvisori

 

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