Lingue: enites

Reti di sicurezza

Reti di sicurezza - Quaderni tecnici per i cantieri temporanei o mobili - INAIL

Reti di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili

LE PRINCIPALI INDICAZIONI SULLE RETI DI SICUREZZA: DESTINAZIONE D’USO, CLASSIFICAZIONE, SCELTA, MONTAGGIO, USO, SMONTAGGIO E MANUTENZIONE.

Allo scopo di accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili e fornire utili informazioni per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali, l’INAIL ha pubblicato una serie di Quaderni Tecnici tra cui uno dedicato alla scelta, al montaggio, smontaggio e uso delle reti di sicurezza.

 

Definizione e vantaggi

Le Reti di sicurezza, costituite da reti e da intelaiature di sostegno, sono dispositivi volti a ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto di persone e/o cose e ben esprimono il concetto di dispositivi di protezione collettiva (DPC). I vantaggi di questo tipo di protezione collettiva sono legati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta, garantendo nello stesso tempo un’ampia mobilità del lavoratore, al di sopra dell’area protetta, per tutte le fasi dell’attività.

Tuttavia, non trovano un ampio utilizzo nei cantieri temporanei o mobili del nostro Paese, forse per motivi di tipo culturale o perché sensibili all’invecchiamento (deterioramento delle prestazioni) dovuto ai raggi UV.

 

Destinazione d’uso

Le reti di sicurezza possono essere utilizzate nelle lavorazioni in cui esiste il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore ai 2 m rispetto a un piano stabile).

 

Classificazione secondo la UNI EN 1263-1:2015

Le reti di sicurezza sono classificate secondo la UNI EN 1263-1:2015 in base a due parametri:

  • Classe (A1, A2, B1, B2), che definisce le dimensioni della maglia e la resistenza della rete
  • Sistemi (S, T, U e V), che indica la tipologia del supporto della rete e la diversa modalità d’impiego

 

Classificazione per classe

Le reti vengono divise in quattro classi (A1, A2, B1, B2) che si distinguono per la massima dimensione delle maglie (lM) e per i valori caratteristici dell’energia (E) che può agire su di esse.

  • Classe A1: lM = 60 mm E = 2,3 kJ
  • Classe A2: lM = 100 mm E = 2,3 kJ
  • Classe B1: lM = 60 mm E = 4,4 kJ
  • Classe B2: lM = 100 mm E = 4,4 kJ

 

Classificazione per sistema

Le reti di sicurezza vengono divise in quattro sistemi, due per l’impiego orizzontale (Sistema S e Sistema T) e due per l’impiego verticale (Sistema U e Sistema V).

Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T)

  • Sistema S è la rete di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza la zona perimetrale e alla quale vengono collegati i cavi di sollevamento e ancoraggio. Essa viene messa in opera in posizione orizzontale per proteggere da cadute una zona ampia dell’area di lavoro generalmente interna alla struttura da proteggere. Le reti di sicurezza del Sistema S devono avere una superficie minima di 35 mq e lato corto non inferiore a 5 m.
  • Sistema T è la rete di sicurezza attaccata a consolle (telaio metallico di supporto) per utilizzo orizzontale; a differenza del Sistema S ha un minore sviluppo superficiale e si presenta come una mensola agganciata alla parete esterna del manufatto.

 

Reti di sicurezza - Sistema S
Reti di sicurezza – Sistema S

 

Reti di sicurezza - Sistema T
Reti di sicurezza – Sistema T

 

Sistemi per l’impiego verticale (U, V)

  • Sistema U è la rete di sicurezza attaccata a una intelaiatura di sostegno per utilizzo verticale; essa può avere o non avere un telaio proprio, fornito dal costruttore, e viene vincolata e agganciata all’intelaiatura di sostegno tramite idonea fune o cinghia.
  • Sistema V è la rete di sicurezza con fune sul bordo attaccata a un sostegno a forca; è a installazione verticale e protegge da cadute sia laterali che verticali che si verificano da due piani.
Reti di sicurezza - Sistema U
Reti di sicurezza – Sistema U

 

Reti di sicurezza - Sistema V
Reti di sicurezza – Sistema V

 

Parametri da valutare per la scelta

In riferimento alla scelta, l’Inail precisa che le reti da adottare in una specifica lavorazione dipendono dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi.

Inoltre, per la scelta e il posizionamento delle reti è necessario valutare:

  • l’altezza di caduta (He, Hi, Hr)
  • la profondità di raccolta (b)
  • l’inclinazione del piano di lavoro (maggiore o minore di 20°)
  • la presenza di ostacoli che intralcino la trattenuta della rete

Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T)

Aree di lavoro inclinate ≤ 20°
Aree di lavoro inclinate ≤ 20°

 

Aree di lavoro inclinate oltre i 20°
Aree di lavoro inclinate oltre i 20°

 

He = distanza verticale fra le estremità del piano di lavoro e la rete di sicurezza. Tale altezza di caduta deve essere sempre inferiore ai 6 m.

Hi = distanza verticale fra la posizione di lavoro e la rete di sicurezza. Tale altezza di caduta deve essere sempre inferiore ai 6 m.

Hr = distanza verticale fra la posizione di lavoro da mettere in sicurezza e il punto della rete che dista due metri dal bordo. Tale altezza di caduta deve essere sempre inferiore ai 3 m.

b = Profondità di raccolta funzione di He:

He ≤ 1 m, b ≥ 2 m;

He ≤ 3 m, b ≥ 2,5 m;

He ≤ 6 m, b ≥ 3 m;

(Per inclinazioni del piano di lavoro superiori ai 20°, b deve essere sempre maggiore o uguale a 3 m).

Per il Sistema S, la normativa UNI EN 1263-2 fornisce la deformazione massima (fmax) della rete in relazione all’altezza di caduta (h) e della dimensione del lato corto (l) della rete.

Sotto la rete è necessario garantire uno spazio vuoto maggiore di fmax per evitare che eventuali ostacoli intralcino la trattenuta della rete.

Reti di sicurezza - Figura 8 Reti di sicurezza - Figura 9

 

l = ampiezza del lato più corto della rete di sicurezza

h = distanza verticale fra il punto di ancoraggio della rete di sicurezza e il piano di lavoro da mettere in sicurezza

Hi = distanza verticale fra la rete di sicurezza (nel punto di massima deformazione della rete quando è sottoposta al solo peso proprio) e il piano di lavoro da mettere in sicurezza

f0 = massima deformazione prodotta dal peso proprio della rete

fmax = massima deformazione prodotta dal peso della rete di sicurezza e dal carico dinamico di prova

(100 kg e sfera di diametro 500 mm)

 

Sistemi per l’impiego verticale (U, V)

La UNI EN 1263-2 definisce un’altezza massima di caduta He ≤ 6 m con un prolungamento del bordo superiore della rete di almeno un metro dall’ultimo piano di lavoro sul quale si esegue la lavorazione.

Il Sistema V, compatibilmente a tali limitazioni, può essere utilizzato per proteggere il lavoratore che opera su piani di lavoro contigui (inferiore e superiore) attraverso un unico dispositivo di protezione collettiva.

 

Indicazioni principali per il montaggio, l’uso, lo smontaggio e la manutenzione

Prima del montaggio delle reti di sicurezza è necessario verificare:

  • l’idoneità della struttura di ancoraggio (tipologia del materiale base, dimensioni, spessore)
  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità)
  • la presenza di vento
  • le condizioni atmosferiche
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di montaggio
  • l’idoneità dei dispositivi di ancoraggio (meccanici, chimici) per l’uso previsto
  • l’idoneità del Sistema (S, T, U, V) e della Classe (A1, A2, B1, B2) per l’uso previsto
  • l’integrità di tutti i componenti della rete di sicurezza (materiali e saldature, assenza di corrosione, deformazioni o ammaccature, tagli, lacerazioni, abrasioni, deterioramento)

Per l’uso della rete di sicurezza è necessario attenersi alle indicazioni del fabbricante; si consiglia inoltre di posizionarle il più possibile vicino al piano di lavoro.

Prima dello smontaggio della rete di sicurezza è necessario verificare:

  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità)
  • la presenza di vento
  • le condizioni atmosferiche (vento, pioggia ecc.)
  • l’applicabilità della procedura o delle istruzioni di smontaggio

Dopo lo smontaggio, invece:

  • l’integrità di tutti i componenti
  • l’assenza di corrosione
  • l’assenza di danni ai materiali e alle saldature
  • l’assenza di deformazioni o ammaccature
  • l’assenza di tagli, lacerazioni e abrasioni
  • il deterioramento
  • lo stato tensionale

Circa la manutenzione della rete di sicurezza, l’Inail precisa che deve essere svolta da parte di personale qualificato.

Per i componenti metallici è prevista:

  • la verifica dello stato superficiale
  • la verifica dell’usura
  • la verifica dei danni dovuti alla corrosione
  • la verifica dello stato delle saldature
  • la verifica dello stato di viti, perni e bulloni
  • il serraggio dei bulloni
  • la verifica del periodo di servizio

Per i componenti in tessuto, invece:

  • la verifica sulla presenza di tagli
  • la verifica sulla presenza di abrasioni
  • la verifica dell’usura
  • la verifica dei danni dovuti al calore e a sostanze aggressive (acidi, solventi)
  • la verifica del deterioramento dovuto ai raggi del sole
  • la verifica dello stato tensionale
  • la verifica della modifica del colore
  • la verifica del periodo di servizio

Scarica il Quaderno Tecnico dal sito Inail

 

 

Namirial S.p.A. si rivolge ai professionisti, alle imprese edili ed ai tecnici che operano nel campo dell’edilizia, offrendo loro le soluzioni informatiche più adatte.

Sicurezza Cantieri - PSC - PSS - POS

Sicurezza Cantieri è il software per l’elaborazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), il Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS), la Notifica Preliminare, il Fascicolo dell’opera, il Piano Operativo di Sicurezza (POS) e il DUVRI di Cantiere in accordo con quanto predisposto dal D.Lgs. 81/2008 Testo unico sicurezza, poi modificato dal D.Lgs. 106/2009 e di generare documenti essenziali facilmente consultabili in cantiere.

 


Autore:

Giuditta Floridia
Ingegnere – Analista Sicurezza Namirial S.p.A.

 


Software correlati

Sicurezza Cantieri