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Locali Gruppi di Pompaggio Antincendio: la nuova UNI 11292 -2019

Le novità della nuova UNI 11292 sui locali destinati ad ospitare i gruppi di pompaggio

La sicurezza antincendio ha come obiettivo, quello di prevenire e/o contrastare i danni che possono essere generati dall’azione del fuoco, in tutte le sue manifestazioni, tramite delle misure che possono essere di tipo:

  • Attivo: tutti i dispositivi che hanno un ruolo attivo nell’estinzione di un incendio come, ad esempio, impianti sprinkler ed idranti, di evacuazione e rivelazione fumi ecc…
  • Passivo: tutte le misure che vengono adottate allo scopo di contrastare, in caso di incendio, la propagazione di fumo, calore e fiamme. Ad esempio muri tagliafuoco, compartimentazioni, sistemi di ventilazioni e vie di esodo.
  • Gestionale: Un esempio può essere rappresentato dalla manutenzione degli impianti, dai controlli periodici degli stessi ecc…

La UNI 11292, voluta dalla Commissione Protezione Attiva Contro Gli Incendi, sposa quanto sopra esposto, indicando le caratteristiche costruttive e funzionali dei locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio.

Il 14/02/2019, la norma è stata largamente revisionata, sostituendo quella emanata nel 2008 ed andando a completare quanto prescritto, in merito all’argomento, dalla UNI 12845 e dalla UNI 10779.

La norma va applicata ai locali di nuova costruzione (realizzati in opera o prefabbricati) di tipo separato, adiacenti o entro l’edificio protetto dall’impianto antincendio. E’ concesso applicare la norma ai locali esistenti nel caso si debbano apportare modifiche sostanziali ai locali o al gruppo pompe.

Ricordiamo che possono essere considerate modifiche sostanziali:

  • I lavori che modificano, sia dal punto di vista del volume che della superficie, il locale che ospita il gruppo pompe;
  • La sostituzione della pompa con un’altra simile (stessa alimentazione), ma con un aumento di potenza superiore al 15%;
  • L’aumento del numero delle pompe;
  • La sostituzione di una pompa con un’altra di alimentazione differente.

La nuova edizione della UNI 11292, si distingue dalla precedente, soprattutto per l’attenzione posta all’aspetto “SICUREZZA”. E’ fondamentale che il locale “deve” restare sicuro, sia per gli addetti, durante le fasi di installazione/manutenzione che per gli operatori della sicurezza, durante un eventuale espletamento delle fasi di emergenza.

A tale scopo, vengono fornite delle indicazioni che riguardano la disposizione degli spazi interni del locale, il tipo di pavimentazione permessa, gli impianti elettrici e di riscaldamento del locale stesso e le caratteristiche costruttive.

Riassumiamoli brevemente:

Caratteristiche costruttive dei locali: I locali, devono essere progettati e mantenuti con lo scopo di garantire lo stesso livello di affidabilità dell’alimentazione idrica, inoltre, oltre ai possibili danni che possono essere causati dallo sviluppo di un incendio, gli stessi devono mantenere l’integrità strutturale (come in caso di allagamenti o terremoti), almeno pari a tutta la durata di funzionamento dell’impianto servito.

In base all’ubicazione del locale sono richieste delle caratteristiche distinte:

  • I locali adiacenti o interni all’edificio protetto dall’impianto, devono avere strutture orizzontali e verticali, portanti e/o separanti, almeno R, REI, EI 60 e classe di reazione al fuoco A2-s1, d0.
  • I locali di tipo separato, invece, devono avere strutture orizzontali e verticali, portanti e/o separanti almeno R 60 ed elementi di tamponatura di classe mai inferiore ad A2-s1, d0. Attorno a questi locali, deve essere prevista un’area attorno alla quale non devono essere mai presenti materiali o vegetazione che possono favorire lo sviluppo di un incendio.

Sono previsti locali sia di tipo interrato che fuori terra. Questi ultimi non possono essere ubicati ad un’altezza superiore a 7.50 m al di sopra del piano di riferimento. Per i locali interrati è invece possibile arrivare a 7.50 m al di sotto del piano di riferimento, fino ad arrivare anche a quota -10 m, ma va garantito l’accesso direttamente da strada (pubblica o privata) eventualmente tramite intercapedine antincendio ad uso esclusivo, avente larghezza non minore di 0.90 m.

Accesso ai locali: L’accesso al locale è permesso direttamente da strada o da spazio scoperto a cielo libero, accessibile da strada, direttamente o tramite percorso protetto. L’altezza dei varchi di entrata non deve mai essere sotto ai 2 metri di altezza e mai inferiore a 0.80 metri di larghezza. Le scale quando e se presenti, non devono mai avere una forte pendenza e non devono essere a pioli e/o rimovibili.

Organizzazione spazio interno dei locali: All’interno, questi locali, devono essere organizzati in modo tale da garantire facilità di movimento da parte degli operatori. I lavori di manutenzione, di inserimento ed estrazione delle unità di pompaggio e della relativa componentistica, devono essere eseguiti in modo agevole e in sicurezza. Le dimensioni minime in pianta dello spazio di lavoro, non possono essere inferiori a 0,80 m su almeno tre lati di ogni unità di pompaggio e la medesima distanza va garantita reciprocamente fra le pompe installate.

Pavimentazione dei locali: Importante è il tipo di pavimentazione permessa che deve essere uniforme, piana e antiscivolo. Va prevista anche una pendenza verso opportuno punto di drenaggio, per evitare ristagni di acqua nel locale. Il pavimento deve anche essere in grado di resistere ai carichi statici, derivanti dal gruppo pompe.  Queste ultime, infatti, vanno fissate in modo accurato al pavimento, onde evitare che trasmettano vibrazioni alle strutture del locale.

Illuminazione: Tutto quello che può causare impedimenti o incidenti sulla zona di calpestio, deve essere adeguatamente protetto e segnalato, per esempio prevedendo un impianto di illuminazione di emergenza, in grado di garantire 25 lux a un metro di altezza dal piano di calpestio, per un tempo pari almeno ad un’ora e comunque per tutta la durata di funzionamento delle pompe antincendio. Anche i percorsi di esodo e di accesso al locale, devono essere adeguatamente provvisti da un impianto di illuminazione di emergenza.

Temperatura: Dentro al locale la temperatura e l’umidità della costruzione non devono mai causare fenomeni di condensa quindi va previsto un impianto di riscaldamento tarato a tale scopo. Quando il locale non è protetto da sprinkler, deve essere previsto un impianto elettrico resistente alle fiamme, sia per per i materiali che per tipologia di installazione.

Segnaletica: Il locale pompe, inoltre, deve essere segnalato con una segnaletica, prevalentemente a fondo rosso con scritta bianca, riportante la dicitura “Locale Pompe Antincendio”.

Dispositivi di protezione: Il locale va protetto da un estintore, la cui classe richiesta è variata, rispetto all’edizione della UNI 11292 del 2008. La classe deve essere almeno 34A144BC. In presenza di impianti con potenza elettrica superiore a 40 Kw, va previsto un estintore ad anidride carbonica di classe non inferiore a 113B.

Infine, la norma consente l’installazione sia di motori diesel con raffreddamento ad aria (ad eccezione dei locali interrati se la potenza è uguale o superiore a 40 kW) che motori a liquido con radiatore o con scambiatore di calore, prevedendo delle aperture di aerazione posizionate in modo contrapposto e rispettivamente in alto e in basso. Gli scarichi di ogni singolo motore devono essere convogliati all’esterno del locale ad una distanza non inferiore a 1.50 m da porte, finestre, aperture di ventilazione o percorsi di transito. I serbatoi del combustibile di alimentazione possono essere installati sia all’esterno che all’interno del locale dove sono ubicate le pompe. Anche in questo caso, se si opta per l’installazione all’interno, i serbatoi devono essere installati, in modo tale da garantire una facile manutenzione oltre alle operazioni di carico e pulizia del serbatoio stesso. Le tubazioni del serbatoio devono essere disposte in modo tale da non creare ostacoli sul pavimento e vanno protette da eventuali danneggiamenti.  Se il punto di rifornimento sul serbatoio, si trova ad un’altezza maggiore di 1.5 metri, va previsto un sistema di riempimento fisso con pompa di trasferimento. Se in presenza di riempimento automatico, va previsto un congegno che interrompa il caricamento del serbatoio quando viene raggiunta la capacità che garantisce l’autonomia di funzionamento.

Ricapitolando, è facile evincere che anche gli sviluppi della nuova Norma UNI 11292, si rifanno all’obiettivo principale della prevenzione incendi che è quello di prevenire, contrastare e ridurre i danni e gli effetti di un incendio su cose e persone.

 

Il software CPI win Impianti è già aggiornato alla nuova edizione della norma e contempla le varie casistiche in essa indicate, fornendo una relazione tecnica completa ed esaustiva.

 

 

 


Autore:

Giovanni La Cagnina
Analista antincendio e responsabile Edilizia Namirial

 


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