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Approfondimento Strutturale

Edifici prefabbricati: rinforzo con incamiciatura in acciaio nell'ambito di un'analisi lineare ed impiego del fattore q

Data pubblicazione 27/07/2016

Recupero del patrimonio edilizio

L’Italia è un paese contraddistinto da un ricchissimo patrimonio immobiliare. Oltre agli edifici storici e monumentali, vanta una vasta gamma di fabbricati civili ed industriali di cui gli eventi sismici verificatisi negli anni scorsi hanno messo in risalto le vulnerabilità: solo di recente, infatti, la normativa ha classificato come “zone sismiche” numerosi comuni che precedentemente non lo erano e in cui, storicamente, si è sempre proceduto al dimensionamento delle strutture senza considerare l’effetto del terremoto. Ciò ha comportato, oltre a nuove procedure nella redazione dei progetti, un interesse particolare per il rinforzo degli edifici esistenti, non adeguati a sostenere gli effetti di un evento sismico come quello previsto dalla normativa. La loro diffusione è peraltro così vasta che sarebbe impossibile pensare ad una loro demolizione o dismessa.
Una tipologia di struttura dimostratasi particolarmente vulnerabile a queste problematiche è quella in c.a. prefabbricata. In effetti, nonostante questi edifici fossero stati progettati in maniera conforme alle normative allora vigenti, oggi mostrano una serie di carenze tali da renderli particolarmente vulnerabili agli effetti delle azioni sismiche.
Volendo riassumerle brevemente, le problematiche principali riscontrate nei capannoni a struttura in c.a. prefabbricato sono:

Le tecniche di intervento finalizzate alla risoluzione di queste criticità sono molteplici ed ampliamente documentate in letteratura.
In questo documento verrà illustrato un esempio di calcolo di un rinforzo di pilastri, con riferimento al progetto di miglioramento sismico di un capannone in c.a. prefabbricato, redatto utilizzando il programma di calcolo Namirial CMP Analisi Strutturale. La tecnica di rinforzo scelta per i pilastri è l’incamiciatura in acciaio.

In accordo con quanto ammesso dalle vigenti normative, si è scelto di eseguire lo studio della struttura utilizzando un’analisi dinamica modale, in ambito elastico lineare e con fattore di struttura q.

Riferimenti normativi

Le normative cui si farà riferimento in seguito sono il DM 14 gennaio 2008 - “Norme tecniche per le costruzioni” (di seguito NTC 2008) e la Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 “Istruzioni per l’applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008” - (di seguito Circ. 617). Le metodologie di calcolo previste per le strutture esistenti sono diverse:

Come già precedentemente anticipato, in questa sede si affronterà il solo caso dell’analisi dinamica modale lineare con fattore q....

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